Monete Romane antiche: guida ai valori e alle rarità

Monete Romane antiche: guida ai valori e alle rarità

L’eredità dell’Impero Romano è enorme: riecheggia ancora nelle culture di tutta Europa, per quanto lontana possa sembrare. Alcuni reperti sono onnipresenti e un po’ banali, e questo stato di cose può farli passare inosservati: è ciò che accade regolarmente con monete, gettoni e altri mezzi di scambio “all’antica” (= classici). Tuttavia, la monetazione romana non passa mai inosservata, poiché è genuinamente preziosa, raffinata e semplicemente estetica.

Gli scopi pratici sono una cosa. Un’altra riguarda il modo in cui queste reliquie possono trasmettere la storia e veicolare le voci del passato senza parole, ma solo attraverso il metallo. Secoli di sviluppo hanno favorito la comparsa di numerosi tipi e denominazioni di monete, ciascuna caratterizzata dal proprio status, dalla propria posizione sul mercato e anche da specifiche caratteristiche di design. Ma che aspetto hanno? E quali sono tutte le monete Romane rare?

Il mondo della numismatica antica e delle monete di valore è versatile. Esploriamolo fino in fondo.

Denario romano augusteo, prestigiosa moneta romana d’argento

Introduzione alle monete antiche Romane

La monetazione italiana antica fu espressione di grande potere, influenza e bellezza, ma le creazioni numismatiche differivano tra loro, pur seguendo gli stessi standard ed essendo, per loro stessa natura, considerate uno standard a sé stante.

Già migliaia di anni fa, il commercio si basava principalmente su monete accuratamente realizzate che possedevano un valore reale e intrinseco, non quello assegnato per accordo o per dichiarazione ufficiale, come avviene comunemente oggi. Il Paese si espanse e i suoi confini si allontanarono dal territorio originario dell’Italia centrale, estendendosi in tutto il mondo mediterraneo e oltre. 

Quanto maggiore era il dominio, tanto più grande divenne, alla fine, la necessità di una monetazione standardizzata.

I primi passi

Aes Rude romano, primitiva moneta di bronzo

Se parliamo del territorio dell’Italia moderna che doveva essere unificato sotto il dominio romano, è fondamentale capire che i sistemi monetari coinvolti possono essere ampiamente divisi in tre gruppi geografici distinti, ma parzialmente coesistenti:

  • Italia meridionale e Magna Grecia (la monetazione apparve presto sotto una forte influenza greca ed era principalmente associata all’argento)

  • Italia centrale (erano principalmente i sistemi basati sul bronzo a definire le relazioni commerciali)

  • Italia settentrionale o Alta Italia (in queste regioni, la produzione di monete era tipicamente associata ai modelli culturali celtici)

Questi sistemi interagivano all’interno della regione e si fusero gradualmente in un ambiente monetario più o meno coerente. È così che nacque la tradizione monetaria standardizzata sotto il dominio romano.

Tipologie principali della monete Romane

Quando il sistema monetario si formò, divenne altamente strutturato e facile da usare nelle transazioni quotidiane, nel commercio e nei contesti cerimoniali. Ecco le principali tipologie di creazioni numismatiche, ciascuna con un monete Romane valore fisso e caratteristiche specifiche.


Denominazione

Materiale

Valore relativo

Caratteristiche principali

Quadrans

Bronzo

1/4 di as

Moneta di valore più basso, per acquisti molto piccoli, spesso di tipo quasi simbolico

Semis

Bronzo

1/2 as

Metà dell’as, usata per transazioni quotidiane minori

As

Bronzo

1/16 di denario

Moneta di basso valore per piccoli acquisti quotidiani

Dupondio

Bronzo o ottone

1/2 sesterzio

Moneta di valore medio, comunemente usata nei mercati

Sesterzio

Bronzo o ottone

1/4 di denario

Usato in transazioni di maggiore entità, spesso nei conti pubblici

Denario

Argento

1 denario

Moneta d’argento standard per il commercio quotidiano e il risparmio

Aureo

Oro

25 denari

Moneta di alto valore, usata per grandi transazioni e pagamenti ufficiali


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Catalogo monete Romane repubblicane e provinciali

L’elenco non può dirsi completo senza considerare le variazioni regionali. Si trattava di emissioni provinciali, influenzate dalla tradizione greca o appartenenti al tardo Impero romano, che in qualche modo influenzarono l’intero sistema.

  • Cistoforo: moneta d’argento emessa in Asia Minore sotto l’autorità romana (equivalente a tre denari).

  • Tetradramma: moneta d’argento di origine greca, ampiamente circolata nell’Italia meridionale (Magna Grecia) durante la prima espansione romana.

  • Siliqua: piccola moneta d’argento del tardo Impero romano (IV–V secolo d.C.).

  • Solido: moneta d’oro italiana introdotta da Costantino nel IV secolo d.C., che sostituì l’aureo.

  • Follis: grande moneta in bronzo introdotta tra la fine del III e il IV secolo d.C.

  • Argenteo: moneta d’argento di alta qualità emessa da Diocleziano tra la fine del III e l’inizio del IV secolo d.C.

“Una data proposta per una moneta dovrebbe normalmente essere intesa come un periodo all’interno del quale si è verificato l’evento di coniazione, <…>, e dobbiamo ricordare che la data di produzione rappresenta solo l’inizio del periodo di utilizzo della moneta.”
— Helle W. Horsnæs, archeologa danese specializzata in numismatica antica e ritrovamenti di monete
Numismatica italiana antica (articolo)

Tipi e prezzi monete Romane piu costose

Denario EID MAR (44–42 a.C.)

Denario romano repubblicano EID MAR, celebre esempio di monete romane più costose

Prezzo d’asta: circa €660.000

Si tratta di una delle monete repubblicane Romane più iconiche e rare, coniata sotto Marcus Junius Brutus poco prima della battaglia di Filippi. Il disegno è distintivo, poiché commemora l’assassinio di Giulio Cesare tramite la rappresentazione di due pugnali e un pileo. Qui si può chiaramente leggere il messaggio politico: la celebrazione del tirannicidio e il ripristino della libertà nella Repubblica romana.

Aureo di Massimino I (235–236 d.C.)

Aureo romano imperiale raro, prestigioso esempio di monete romane più costose

Prezzo d’asta: circa €375.000

Ecco un aureo d’oro estremamente raro di Massimino I, coniato all’inizio del suo regno a Roma. Il dritto mostra un potente ritratto militare dell’imperatore, mentre il rovescio raffigura Salus drappeggiata che nutre da una patera. Solo pochi esemplari sono apparsi sul mercato: il più importante esempio di monete Romane imperiali conosciuto.

Solido di Prisco Attalo (409 d.C.)

Solido romano tardo-imperiale rarissimo, esempio estremo di monete romane più costose

Prezzo d’asta: circa €173.000

Questo esemplare appartiene a uno dei regni più brevi della storia romana ed è tra le monete d’oro tardo-romane più rare, con un alto valore come moneta romana e un potenziale ancora maggiore di raggiungere milioni nel tempo. Sono sopravvissuti solo due esemplari conosciuti, rendendolo eccezionalmente raro.

Tetradramma di Cleopatra VII e Marco Antonio (36 a.C.)

Tetradramma romano-orientale con Cleopatra e Antonio, iconica moneta romana costosa

Prezzo d’asta: circa €143.000

A volte, la scelta del design è piuttosto evidente: il tetradramma in questione raffigura due delle figure più celebri dell’antichità, Cleopatra VII e Marco Antonio. Il luogo di produzione si ritiene Antiochia e in questa creazione numismatica è racchiusa l’influenza ellenistica dei territori orientali romani.

Sesterzio del Colosseo di Tito (80–81 d.C.)

Sesterzio romano del Colosseo, celebre esempio di monete romane più costose

Prezzo d’asta: circa €135.000

Anche le monete Romane bronzo sono presenti in questa selezione. Il sesterzio è senza dubbio una delle creazioni numismatiche in bronzo più celebri dell’Impero romano e, in questo caso, raffigura il Colosseo poco dopo il suo completamento. La resa architettonica è piuttosto eloquente e precisa.

Medaglione di Costanzo (342–343 d.C.)

Medaglione romano tardo-imperiale in argento, raffinata moneta romana costosa

Prezzo d’asta: circa €77.000

Sebbene non sia propriamente una moneta nel senso stretto, questo manufatto può comunque essere valutato a quattro siliquae ed è stato probabilmente prodotto per scopi cerimoniali o onorifici. L’idea era di celebrare e promuovere l’autorità imperiale attraverso il metallo, senza alcuna intenzione di essere messo in circolazione generale.

Cistoforo di Augusto (27 a.C.)

Cistoforo romano augusteo, prestigiosa moneta romana costosa di ambito provinciale

Prezzo d’asta: circa €72.000

Infine, si tratta di una rara moneta d’argento emessa dopo l’ascesa al potere di Augusto. Alcuni esemplari (come questo) riflettono una raffinata combinazione tra l’autorità romana e le forti tradizioni locali dell’Asia Minore: nasce così questa creazione numismatica simbolica, con il ritratto di Augusto al dritto e la Sfinge seduta al rovescio.

È passato molto tempo dalla reale produzione di questi reperti, ma il loro fascino resta intatto. Possederne uno è una garanzia che la tua collezione continuerà a prosperare.

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